Completamento e adeguamento locali perimetrali di Castel Sant’Elmo, Napoli

Completamento e adeguamento locali perimetrali di Castel Sant’Elmo, Napoli

Cenni Storici

Castel Sant’Elmo è uno dei luoghi che rappresenta con maggior forza la città di Napoli. Nel 1329 re Roberto d’Angiò volle ampliare la residenza fortificata del Belforte, sorta sulla collina più alta della città, sul sito di una preesistente torre di avvistamento normanna.

La costruzione, di pianta quadrata cinta da mura e torri, fu affidata a Tino da Camaino e agli architetti contemporaneamente impegnati nella vicina Certosa di San Martino. L’impianto stellare a sei punte fu realizzato nel XVI secolo, più precisamente tra il 1537 e il 1547, grazie al progetto dell’architetto militare Pedro Luis Escrivá di Valenza che prestava i suoi servizi al Viceré don Pedro de Toledo.

Nel corso degli anni il Castello assunse il nome di Sant’Erasmo, probabilmente per la presenza in quel luogo di una cappella del X secolo dedicata al santo, trasformadosi poi in Sant’Eremo, e quindi Sant’Elmo per corruzione del nome Erasmo. Dal 1604 la fortezza fu utilizzata come carcere per rinchiudervi prigionieri illustri come Tommaso Campanella, mentre nel 1647, durante la Rivolta di Masaniello, da qui i cannoni spararono sulla città.

Nel 1799 fu occupato dai rivoluzionari che il 21 gennaio vi piantarono l’Albero della Libertà e due giorni dopo proclamarono la Repubblica partenopea. Sei mesi più tardi la Repubblica cadde e Sant’Elmo divenne la prigione dei patrioti tra cui Gennaro Serra, Mario Pagano, Luigia San Felice. Il forte era il punto di riferimento del sistema difensivo di Napoli, un sistema già impostato dagli angioini e dagli aragonesi che contava ben cinque castelli: Castel dell’Ovo, Castel Capuano, Castel Nuovo, il Castello del Carmine e in posizione dominante Castel Sant’Elmo.

Link utili:

Descrizione dell’intervento

  • Restauro e recupero dei prospetti perimetrali prospicienti la Piazza d’Armi attraverso la riconfigurazione architettonica degli intonaci di rivestimento;

  • Protezione finale con rivestimento a spessore ai silicati;

  • Recupero e pulizia degli elementi a vista in tufo, restauro della quinta dell’orologio con riproposizione delle cornici preesistenti;

  • Completamento ed adeguamento dei locali perimetrali con rifacimento dell’impiantistica tecnologica.

Committente

Soprintendenza speciale per il polo museale napoletano.

Tipologia di progetto

Restauro, Impianti