Lavori di restauro della antica porta di città, Comune di Capri

Lavori di restauro della antica porta di città, Comune di Capri

Tra l’XI ed il XII secolo, il centro abitato, posto fino a quel momento in prossimità dell’attuale chiesa di S. Costanzo, a causa delle frequenti incursioni dal mare viene spostato sulla sella compresa tra il monte S. Michele e la collina del Castiglione e chiuso da mura turrite, che si raccorderanno dalla parte di Napoli alle mura pre-elleniche ed entro cui si aprirà la “porta di città” con supportico e ponte levatoio, unico accesso al nucleo abitato sia che si salisse da Marina Grande, sia che si arrivasse da Anacapri.

Con l’abbattimento delle “mura di piazza”, la realizzazione della strada carrozzabile e la costruzione della funicolare, che nel 1907 effettua il suo primo viaggio, il senso vero della porta di città si perde e questa non diventa che un simbolo di epoche passate. Quello che fino ad allora era stato l’unico accesso al centro abitato, trova percorsi alternativi.

Nonostante si chiami comunemente “porta di città” non ha oggi alcun elemento di chiusura che però, quasi sicuramente doveva esserci fino agli inizi del 1900 visto che lo si intravede in una cartolina degli inizi del secolo scorso ed inoltre testimoniato oggi, dalla presenza di vecchi cardini sul lato interno dell’arco.

Le foto dei lavori su Flickr

Sulla sommità del sesto in mattoncini è ubicata una lapide marmorea dedicata a Thomas Spencer Jerome studioso di Tiberio, apposta nel non lontano 1985, agli inizi dello scorso secolo, come vediamo da numerose cartoline d’epoca, al suo posto trovava collocazione un lampione che il lampionaio passando per le strade, al vespro ed all’alba, accendeva di sera e spegneva di mattina.

Precedentemente vi era collocata un’altra lapide dedicata probabilmente, a Ferdinando IV e sormontata dallo stemma Borbonico apposto agli albori del XIX sec.. Lo stemma nascosto dalla calce nel periodo francese venne poi ripulito e restituito alla vista con il ritorno al trono di Ferdinando IV di Borbone. E' allo studio un’analisi più accurata dei simboli in esso presenti ed oggi, a restauro effettuato, ben visibili per poterne tracciare la storia.

Un quadro posto nell’ovale che sormonta il lato interno del vecchio accesso alla città resta a testimoniare che, un tempo, in questa zona esisteva la cappella di S. Sebastiano (di cui non si conosce l’esatto sito), protettore degli appestati, costruita forse per ottemperare ad un voto fatto quando, nel 1656, Capri fu colpita dalla peste.

Brevi cenni sull’intervento di restauro

L’intervento di “restauro conservativo” ha interessato oltre al portale in mattoncini ed al recupero dei prospetti, le opere in marmo presenti con particolare attenzione allo stemma marmoreo. Nel corso delle lavorazioni è stato ritrovato, al di sotto dell’intonaco che ricopre il parapetto del balconcino soprastante l’antica porta, il vecchio supporto in tufo grigio dello stemma borbonico che è stato riportato alla luce.

In sintesi, ad una prima fase di pulitura e preconsolidamento, necessario per la messa in sicurezza delle parti decoese è seguita l'opera di pulitura e consolidamento. In ultimo si è provveduto alla stilatura dei giunti ed alla protezione di quanto restaurato.

Oltre a queste lavorazioni con l’intervento sono stati recuperati ed attintati i supporti murari in cui il portale si inserisce. La scelta delle cromie, è scaturita da uno studio storico che ha evidenziato con differenti tinte la parte basamentale antica e coeva della torre campanaria, dalle parti soprastanti di epoca successiva.

Committente

Comune di Capri

Tipologia di progetto

Restauri