Lavori di restauro della torre campanaria di Capri

Lavori di restauro della torre campanaria di Capri

Cenni Storici

Le prime notizie storiche relative alla torre campanaria di Capri, e in particolar modo al suo orologio, risalgono al 21 maggio del 1688, quando l’Università di Capri chiese ed ottenne dal Regio Consiglio Collaterale l’autorizzazione a prelevare dal guadagno dell’anno la somma di 116 ducati per “l’orologio nuovo” che si doveva realizzare. I lavori iniziarono l’anno successivo, quando l’Università spese – come risulta dal decreto del 24 maggio 1689 – altri 50 ducati per sistemare quanto già esisteva: “et fare la cameretta et altro che bisogna per riporre l’horologio nuovo”.

In effetti la parte basamentale dell’attuale costruzione, riconoscibile oggi con la rientranza evidente al di sotto dell’orologio su Piazza Umberto I, era già esistente ed inglobata nella cortina difensiva di fabbricati affiancata al torrino di guardia, in cui si apriva l’antica porta di accesso alla città. Come facilmente accertabile dal dipinto ad olio appartenente alla produzione di Edward Binyon e relativa al decennio 1860-1870, la tipologia architettonica di quella che comunemente viene denominata Torre dell’orologio o campanaria non è propriamente quella “a torre”.

Il dipinto rappresenta il manufatto dal lato che affaccia su Piazza Umberto I: la cameretta dell’orologio e la cella campanaria fuoriescono dall’edificio che chiudeva a nord lo spazio pubblico. Presente il quadrante maiolicato, le cornici, il bugnato intorno all’orologio e il cupolino ad “anelli ovali sovrapposti”. Dire con certezza quando siano state realizzate ed apposte le maioliche costituenti il quadrante dell’orologio non è possibile, si può solo pensare di collocarle in una fascia temporale. Si può far risalire l’intervento alla fine del secolo XVIII, quando era piuttosto abituale usare decorazioni maiolicate (vedasi ad es. il pavimento maiolicato realizzato nella chiesa di S. Michele ad Anacapri).

Opere simili riconducibili alla prima metà del settecento sono presenti anche nel resto della Campania, si pensi al quadrante della torre campanaria del Duomo di Amalfi, a quello di Sorrento o anche a quello presente sulla facciata dell'Abbazia dei Benedettini di Loreto di Mercogliano (AV), risalente al 1750.

Le foto dei lavori su Flickr

L’altro fronte, quello che guarda verso Marina Grande, compare nei disegni riconducibili alla prima metà dell'800, opera di Giacinto Gigante: il prospetto ancora privo di orologio è nudo di ogni decorazione. Con la costruzione della via Nuova (oggi via Roma), la demolizione del fabbricato e la conseguente apertura della piazza, la banale sovrapposizione dei volumi si configura come edificio a torre che emerge nello ski line dei fabbricati e assume il vigore e la predominanza che oggi lo caratterizzano. A questo punto bisognava dare importanza anche alla facciata verso il mare, non più nascosta. La prima nuova presenza sarà quella dell'orologio in marmo con numeri romani in piombo (1870-1880) proveniente dalla torre della Certosa.

Nel 1959, come segnala un articolo del giornale “Roma”, il campanile venne interessato da lavori di consolidamento, che lasciarono quasi inalterato l’aspetto esterno. All’interno, invece, furono creati due solai, ottenendo due nuovi ambienti: uno era destinato al corpo dei vigili urbani, l’altro doveva favorire il funzionamento dell’orologio accogliendo i pesi che azionavano le lancette.

Sempre nello stesso anno il quadrante in marmo sulla facciata nord venne rimosso e sostituito con quello maiolicato oggi presente e, probabilmente per dare la stessa valenza architettonica alle due facciate, venne realizzata la decorazione a bugnato tutt’intorno. Anche l’orologio venne interessato in questo anno da interventi: la sostituzione delle lancette ormai obsolete con una copia di quelle esistenti e del meccanismo con ingranaggi in legno che era andato perduto con un meccanismo per quei tempi all’avanguardia.

La nuova apparecchiatura, ancora esistente e funzionante, consta di un telaio in ghisa con ruote in bronzo e lega speciale ed è ad unico peso. La carica inizialmente manuale era attivata ogni giorno e, attraverso un complesso di ruote dentate azionava un sistema di suoneria ad ore e quarti. Qualche tempo dopo il sistema venne elettrificato e nel 1987 sostituito da una scatola elettrica al quarzo. Successivi interventi di consolidamento e rifacimento d’intonaci, sono stati effettuati per l’ultima volta dalla Soprintendenza di Napoli sui quattro fronti nel 1980 (Dalla relazione di progetto dell’Arch. Giovanna Cario).

Link utili:

Descrizione dell’intervento

  • Riconfigurazione degli intonaci esterni ed interni previo consolidamento del supporto murario eseguito mediante rincocciatura ed integrazione delle pietre di paramento

  • Rifacimento degli stessi con malte esenti da cementi e con proprietà macroporose e deumidificanti.

  • Recupero del battuto del cupolino e impermeabilizzazione dello stesso

  • Restauro dei due quadranti in piastrelle maiolicate (orologi) con revisione del supporto

  • Pulizia e riadesione delle piastrelle danneggiate

  • Rifacimento delle pavimentazioni degli ambienti interni realizzate con piastrelle in cotto fatto a mano

  • Sostituzione degli infissi esterni con infissi in legno massello

  • Rifacimento dell’impianto elettrico e di diffusione sonora

  • Finitura delle pareti con velatura a pitture silossaniche

Committente

Comune di Capri

Tipologia di progetto

Restauro