Lavori di Restauro e Riqualificazione ambientale, Riserva Naturale dello Stato Cratere Astroni

Lavori di Restauro e Riqualificazione ambientale, Riserva Naturale dello Stato Cratere Astroni

Lavori di Restauro e Riqualificazione ambientale, Riserva Naturale dello Stato Cratere Astroni

Cenni storici

Il luogo era famoso sin dall’antichità per la presenza delle sorgenti di acque sulfuree curative che il Bartolo, localizza presso il laghetto della Caprara, fu però la tradizione popolare tra il XIII e il XV sec. a mantenere vivo l’interesse per le acque termo-minerali.

Ma la celebrità storica del vulcano Astroni è dovuta più di ogni altra cosa alle cacce famose che vi svolsero in quei boschi. Nel 1739 Carlo III di Borbone, di cui la caccia fu sempre il divertimento preferito, chiese ai Gesuiti d cedergli l’antica tenuta degli Astroni in cambio del feudo di Casella S. Auditore. Le condizioni in cui il

Borbone trovò il bosco erano deplorevoli e per farlo ritornare ad essere quella splendida riserva di caccia, che aveva allietato molti suoi predecessori, dovette approntare molti lavori.

Dopo la caduta del Borboni gli incontri di caccia continuarono anche con i re di casa Savoia.

Nel 1900 il nuovo sovrano Vittorio Emanuele III, ritenendo troppo oneroso per le casse della Casa reale continuare a sostenere le spese per la gestione e la manutenzione dei siti reali, pensò di trasferire al Demanio la proprietà di questi beni.

Nel 1917 la Società Oleifici Nazionali con sede in Genova rispose all’appello, e bonificò a scopo agricolo il sito. Nel 1917 la Tenuta degli Astroni fu concessa dell’Opera Nazionale Combattenti, che la tenne in gestione sino al 1979 anno del suo scioglimento.

Nel 1979, con la soppressione di alcuni Enti inutili, l'Opera Nazionale Combattenti venne sciolta, e la proprietà degli Astroni passa alla Regione Campania.

Nel 1978 il W.W.F. partecipa ad una prima proposta formulata dall'Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Napoli per l'istituzione di una "Riserva Naturale degli Astroni", e promuove un comitato di tutela fra Enti culturali per la sua difesa.

Nel 1990 si giunge alla firma della convenzione per l'amministrazione e la gestione della riserva fra i due Ministeri competenti (Ambiente ed Agricoltura e Foreste), il W.W.F. e la Regione Campania. Il 25 aprile 1992, con la cerimonia di inaugurazione, si apre al pubblico l'Oasi W.W.F. "Cratere degli Astroni".

Descrizione dell’intervento

Il presente progetto è finanziato con fondi ALES S.p.A. Convenzione del 03.04.2017 che riguarda il Restauro della Casina di caccia, la riconfigurazione dell’annesso volume della Vaccheria, costituisce un importante motivo di qualificazione della proposta di visita mediante un sito di accoglienza che potrà accogliere, grazie alla nuova dotazione impiantistica, funzioni didattiche e di approfondimento di grande valore.

Il progetto ha inteso interpretare anche nella scelta delle funzioni i diversi utilizzi dei corpi di fabbrica, adeguando sia il Casino di Caccia che sarà destinato ad una rinnovata forma di accoglienza, sia ali ruderi dell’ex vaccheria trasformati in una moderna aula didattica capace di accogliere corsi di specializzazione ed approfondimento.

Tale scelta differenziata è motivata dalle diverse condizioni in cui versano i diversi corpi di fabbrica: infatti, come descritto in precedenza, il Casino di caccia ha conservato l’impianto originario così come rappresentato nei grafici del 1830, mentre gran parte del corpo della Vaccheria si presenta oggi completamente distrutto; le residue parti dei muri perimetrali, come desumibile dalla comparazione tra le condizioni attuali e i grafici del 1830, sono frutto di manipolazioni che, nel corso dei decenni, ne hanno stravolto il disegno originario.

Per questa parte si propone, nel rispetto delle volumetrie e della forma originaria, la ricostruzione con tecnologie contemporanee; in particolare, nel corpo da destinare a grande spazio di accoglienza, di divulgazione in cui viene prevista una grande vetrata che permetta di entrare in relazione col florido bosco circostante. L’adeguamento funzionale dei ruderi dell’ex Vaccheria verrà realizzato attraverso l’utilizzo di una copertura su cui viene allocato un tetto fotovoltaico all’interno della sagoma dell’edificio preesistente.

Il progetto realizza l’ambizioso intento di far rivivere uno spazio storico da sempre isolato mediante l’interpretazione evoluta nell’utilizzo delle risorse presenti e del risparmio energetico, attuando un intervento di restauro che recupera la semplice originaria geometria dei volumi.

Un organismo edilizio di grande interesse che si concentra sull’equilibrio energetico e sulla auto sostenibilità.

Altre foto dei lavori le trovi su Flickr

Link utili:

Riserva Naturale Cratere degli Astroni

Committente

Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Segretariato Regionale per la Campania

Tipologia di progetto

Restauro