Sito archeologico di Pompei, Manutenzione ordinaria e straordinaria delle coperture dell’edificio della Palestra Grande

Sito archeologico di Pompei, Manutenzione ordinaria e straordinaria delle coperture dell’edificio della Palestra Grande

Cenni Storici

I primi scavi nell’area pompeiana si ebbero a partire dal 1748, per volere di Carlo III di Borbone: i sondaggi furono svolti da Roque Joaquín de Alcubierre che riportò alla luce nei pressi della collina di Civita diverse monete e oggetti d’epoca romana, oltre a porzioni di costruzioni, prontamente ricoperte dopo l’esplorazione. Le esplorazioni furono ben presto abbandonate a causa degli scarsi ritrovamenti e ripresero soltanto nel 1754; nel 1763, grazie al rinvenimento di un’epigrafe, che parlava chiaramente della Res Publica Pompeianorum, si intuì che si trattava dell’antica città di Pompei. Con Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV, e l’ingegnere Francesco La Vega, parte della città, come la zona dei teatri, il tempio di Iside, il Foro Triangolare, diverse case e necropoli vennero riportate completamente alla luce e non più seppellite, ma rimaste a vista; fu durante il dominio francese, con a capo Gioacchino Murat e la moglie Carolina, che gli scavi godettero di un momento di fortuna: venne individuata la cinta muraria e riportata quasi del tutto alla luce la zona di Porta Ercolano; inoltre, grazie alle pubblicazioni volute da Carolina, la fama di Pompei crebbe in tutta Europa, diventando tappa obbligata del Grand Tour.

Con il ritorno dei Borbone a Napoli, gli scavi vissero un periodo di stasi: se si esclude Francesco I, con Ferdinando II e Francesco II, le rovine furono usate soltanto come posto da far visitare agli ospiti di corte.

A seguito dell’unità d’Italia e soprattutto grazie a maggiori disponibilità economiche, sotto la guida di Giuseppe Fiorelli, si assistette a una veloce ripresa delle indagini, in modo ordinato, con la prima divisione della città in regiones e insulae; nel 1863 venne introdotta la tecnica dei calchi, mentre, tra il 1870 e il 1885, fu redatta la prima mappa dell’intera area pompeiana. Durante il XX secolo, con gli archeologi Vittorio Spinazzola prima e Amedeo Maiuri dopo, furono completati la maggior parte degli scavi nei pressi di Porta Ercolano, della zona meridionale della città e di Villa dei Misteri, mentre si intrapresero importanti sessioni d’indagine lungo Via dell’Abbondanza.

Tra gli anni novanta e gli anni ‘10 del nuovo millennio, i nuovi scavi si concentrarono nella zona della IX regio, anche se molti fondi furono dirottati sulla conservazione e il restauro dei monumenti già scavati; nel 1997 l’area archeologica entrò a far parte del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Descrizione dell’intervento

Recupero e restauro di alcuni setti murari, sostituzione di architravi dei bracci Sud-Ovest e Ovest-Nord, manutenzione dei manti di tegole in copertura

Link utili:

Scavi archeologici di Pompei

Committente

Parco Archeologico di Pompei

Tipologia di progetto

Restauro